Può capitare di trovarsi a dover accudire una famigliola di ricci o un riccetta gravida e bisognosa di cure. Come comportarsi in questi casi? La gravidanza del riccio dura circa 35-40 giorni, dopo i quali mamma riccio può partorire da 1 a 10 cuccioli.

Se sappiamo di avere a che fare con una futura mamma nutriamola almeno due settimane prima del parto, con cibo per gattini cuccioli e lasciamo a sua disposizione tanta paglia e carta per permetterle di costruire un bel nido nel quale accoglierà i suoi piccini. Una scatola di cartone con apertura 10x10 sistemata all'interno del luogo dove solitamente la teniamo andrà benissimo come nursery. Manteniamo un buon livello d'igiene fino al momento del parto perché successivamente la pulizia dovrà essere ridotta al minimo per non disturbare la neofamiglia.

Se notiamo che la mamma non esce a mangiare o sentiamo dei squittii provenire dalla casetta NON TOCCHIAMO ASSOLUTAMENTE NIENTE per almeno una settimana: questo è infatti il periodo più critico. La mamma, se disturbata, potrebbe uccidere i piccoli. Quindi armiamoci di pazienza (anche se la curiosità sarà proprio tanta!) e limitiamoci a lasciare cibo e acqua sempre freschi. Nel periodo dell'allattamento è consentito mettere a disposizione della mamma una ciotola con latte Esbilac per fornire una maggiore quantità di energia e una migliore nutrizione dei piccoli.

Prima delle 3 settimane i piccoli non possono essere toccati: se dovessero scappare o fossimo costretti a spostarli usiamo un cucchiaio per muoverli. In questo periodo limitiamoci a una pulizia molto grossolana della casa del nostro riccio senza toccare la nursery.

A 4 settimane i piccini usciranno dalla cuccia e cominceranno a diventare autonomi: lasceremo allora una quantità di cibo maggiore a disposizione per attuare un'opportuno svezzamento, avendo cura di inumidire i croccantini e aggiungendo anche un po' di cibo umido, frutta e qualche camola.

Non separiamo i piccoli dalla mamma prima delle 6 settimane perché in questo periodo è necessario uno stretto rapporto con i piccoli.

A 8 settimane circa è meglio dividere eventuali fratellini maschi dalle femmine per evitare gravidanze precoci che potrebbero mettere in pericolo la vita delle piccine. E' importante ricordare che, nel caso in cui il papà si trovasse assieme alla mamma, bisogna dividere i due prima della gravidanza perché altrimenti si assisterebbe a fenomeni di cannibalismo da parte del maschio.

Per quanto riguarda i ricci africani questa situazione può presentarsi più facilmente in quanto molte persone, nell'errata convinzione che i ricci abbiano bisogno della compagnia di un loro simile, fanno convivere nella stessa gabbia maschi e femmine.

Prima di tutto è importante ricordare che non bisogna permette l'accoppiamento tra fratelli o fra ricci malati o poco socievoli in modo da non creare problemi genetici o caratteriali ai futuri cuccioli.

Una patologia non poco rara tra i ricci africani è conosciuta con il nome Wobbly Hedgehog Sindrome o WHS. Si tratta di una patologia molto probabilmente ereditaria, neurologica, progressiva e degenerativa che può essere assimilata alla sclerosi multipla dell'uomo. La malattia si manifesta nella maggior parte dei casi tra i 18 e i 24 mesi di vita, partendo dalla paralisi degli arti posteriori, seguiti da quelli anteriori fino ad interessare le altre parti del corpo. Dopo la comparsa dei primi sintomi il piccolo riccio ha dalle 6 settimane ai 19 mesi di vita.

I ricci affetti da questa patologia solitamente presentano dimensioni inferiori alla norma, e questo potrebbe essere l'unico campanello d'allarme. Questi animali devono essere nutriti con una dieta a base di cibo ad alta qualità, vitamine (soprattutto B ed E) e minerali. Nel momento in cui la patologia si manifesta è necessario far fare dei movimenti alle zampe del ricci, come una sorta di fisioterapia in modo da non mandare in atrofia i muscoli. Per saperne di più consultate questo sito.

Va inoltre ricordato che le femmine non devono rimanere incinte la prima volta prima dei 5 mesi e dopo i 12 per non creare problemi all'apparato riproduttivo nel primo caso e perché sarebbe difficile la gravidanza nel secondo.

Basta anche solo una settimana di convivenza tra i due sessi perché avvenga l'accoppiamento: il rito è fatto di sbuffi e soffi e a prima vista potrebbe apparire come una lotta tra i due animali ma in realtà non è così. Inoltre è più facile l'accoppiamento se la femmina viene messa nella gabbia del maschio piuttosto che il contrario: in entrambi i casi le gabbie devono essere preventivamente disinfettate per minimizzare la trasmissione di patologie tra i due animali.

Nel caso di presunto accoppiamento è importante segnare su un calendario la data in modo da non trovarsi impreparati: se dopo 40 giorni la femmina non partorisce bisogna aspettare ancora 11 giorni prima di poter affermare che l'avvicinamento non è andato a buon fine.

Per evitare spiacevoli incidenti dividere comunque almeno due settimane prima il maschio dalla femmina e attuare gli accorgimenti sopra citati in caso gravidanza in atto.

Riccetto 1 Riccetto 2

Riccetto 3